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Nei primi sei mesi, a fronte di una ripresa degli investimenti televisivi (fenomeno legato ai mondiali di calcio), quelli sulla rete rimangono sostanzialmente invariati.

Che si tratti di un primo segnale di quello che molti si aspettano, ovvero che prima o poi il web si sgonfi, è presto per dirlo. Quello che registriamo è invece una nuova consapevolezza delle imprese che stanno prendendo le misure alla rete: il web non è la scorciatoia per la comunicazione con il mercato e per ottenere risultati significativi ci vogliono competenze, un budget adeguato, una strategia chiara e una creatività evidente.

In generale, comunque, è tutto il mercato della comunicazione che continua a soffrire, con un -2,4% complessivo e dati preoccupanti sui singoli mezzi, in particolare quotidiani e periodici. Attenzione però, perché calo di investimenti non significa calo dei lettori, perlomeno in percentuali così importanti. I dati Audipress 2013 registrano infatti un -1,4% sui quotidiani, -1,6% sui settimanali e ancora un -1,4% sui mensili, e un +1,3% sui supplementi.

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