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L’Istituto Quaeris, partner di Aquattro nelle ricerche di mercato, ha realizzato una indagine sulla Green Economy che ha dato risultati molto interessanti. In particolare emerge che solo il 32,8% degli italiani intervistati è informato sulla Green Economy: essa viene associata all’idea della riduzione dell’inquinamento ed al rilancio del sistema industriale ed agricolo italiano.

Ma quando si chiede agli italiani se sono disposti a spendere di più per un prodotto green…

 

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In primo luogo agli intervistati è stato chiesto quanto conoscano la Green Economy: solo il 32,8% dichiara di essere informato a riguardo, mentre il 64,3% non padroneggia l’argomento. I più informati sono i residenti nel Nordest, i 18 – 24enni, i 45 – 54enni e le donne.

Solo a coloro che conoscono l’argomento, Quaeris ha posto alcune interessanti domande relative alla Green Economy: si è chiesto loro di esprimere il grado di accordo rispetto ad alcune affermazioni su una scala che va da 1 (per nulla d’accordo) a 10 (molto d’accordo).

Il 90,5% sostiene che la Green Economy possa aiutare a rilanciare il sistema industriale e agricolo italiano (viene espresso un grado di accordo maggiore o uguale a 6, con una media che si attesta sul valore di 7,40). Tra i più fiduciosi a riguardo vi sono gli over 45 anni ed i residenti nel Nord Ovest e nel Sud d’Italia.

C’è un alto livello di consenso per quanto riguarda la possibilità, attraverso la Green Economy, di ridurre le conseguenze dell’inquinamento sulla salute dell’uomo (media: 7,75): ben il 97,6% degli intervistati esprime un grado di accordo uguale o maggiore di 6. Tra i maggiori sostenitori anche in questo caso vi sono over 45 anni e residenti nel Nord Ovest.

L’87,4% ritiene che la Green Economy vada supportata anche mediante la creazione di programmi educativi volti a formare nuove figure professionali specializzate (media: 7,05): di tale avviso sono maggiormente i 35 – 44 enni ed i residenti nel Nord Ovest d’Italia.

Minore è invece la percentuale di quanti sostengono che la Green Economy possa creare o difendere posti di lavoro (69,4%, media: 6,19). Solo il 43,9% è del parere che l’ecologismo sia solo un modo per farsi pubblicità senza pensare realmente all’ambiente (media: 5,51). A condividere maggiormente queste affermazioni sono i 35 – 44 enni.

Ed in quale misura nelle scelte di acquisto e consumo gli intervistati tendono a scegliere prodotti e servizi di aziende che dimostrano attenzione nei confronti dell’ambiente e del risparmio energetico? Solo il 3,3% lo fa spesso anche se ciò significa spendere un po’ di più ed il 40,6% lo fa spesso, ma solo a parità di prezzo. Tra questi è maggiore la percentuale di donne, di under 34 anni, 45-54 enni e di residenti nel Nord Est. Il 23,3% invece dichiara di valutare altri aspetti quali prezzo e qualità ed il 32,8% in genere presta poca attenzione a questo tema.


Commenti 1

  • Occupandomi di chimica, avverto in modo piuttosto marcato la sensibilità alla green economy, da parte sia delle rivendite che degli utilizzatori finali. C’è ancora molta diffidenza riguardo le performance, per cui si è costretti a dimostrare che prodotti validi possono essere anche biodegradabili. Riguardo il prezzo finale, il maggiore costo è dovuto ai minori volumi dei prodotti ecocompatibili, cosa che avviene per tutti i prodotti nella fase di lancio, in ogni caso credo ci sia una seppur limitata disponibilità a pagare di più un prodotto green, soprattutto quando c’è un contatto diretto e quotidiano, come ad esempio per i detergenti. Maggiore attenzione c’è ,invece, riguardo l’impatto tossicologico o di ipersensibilità per contatto, forse a causa dell’aumento di casi di allergie o sensibilizzazioni, specie tra i bambini.

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